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Università del Molise
Cosa ne pensavo nel 1997

 

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PER FORZA E PER AMORE

Abbiamo letto con interesse l’articolo in due puntate di Onorato Bucci su "Il Tempo Molise" del 3 e 4 ottobre e abbiamo apprezzato l’appello accorato del docente che pretende attenzione nei confronti dell’Ateneo della sua terra, "per forza e per amore" direbbe lo stesso Bucci pensando ai suoi trascorsi senesi.

Non comprendiamo, però, la sua difesa unilaterale, quasi corporativista, dei colleghi docenti e dell’istituzione universitaria in generale. Da essa i molisani pretendevano pulizia morale e prestigio. Invece, non dimentichiamolo, è stata la prima Università ad avere il Rettore inquisito per un affare, se non ricordiamo male, di concorsi poco chiari e per aver usato impropriamente il cellulare della presidenza. Quelle bollette telefoniche erano pagate proprio dagli studenti che Onorato Bucci, nella seconda parte del suo articolo, accusa di "pretendere la promozione senza aver studiato" e che "schiattano di risate, sicuri di aver fatto fesso il docente, appena si prende il 18".

Gli studenti molisani, dice Bucci, fanno arrivare raccomandazioni ai professori per "una viltà che si trascina esame per esame" giorno dopo giorno fino a diventare farsa vergognosa. E’ il pretendere tutto e subito, come cinquant’anni di gestione politica hanno abituato nel Molise".

Tutto ciò non è serio. A noi sembra che il prestigio di una Università non si misuri dal numero delle raccomandazioni arrivate ai docenti, ma dal numero di raccomandazioni che i docenti respingono al mittente. Come mai il corpo docente non ha mai parlato di queste cose? Come mai i rappresentanti dell’Università del Molise hanno sempre iniziato i loro paludati discorsi nelle occasioni istituzionali a cui erano invitati, con ringraziamenti e salamelecchi alle autorità? Perchè non hanno denunciato le pressioni che ricevevano e, da uomini di cultura, lo sperpero dei soldi pubblici per le varie sagre della birra e altre cose del genere a cui è ridotta ormai la cultura molisana? E, visto che c’erano, perchè non denunciare anche le pressioni per il reclutamento degli assistenti?

"L’intellettuale? - diceva Flaiano - Comunque contro!" Nel Molise gli intellettuali non ci sono per i cinquant’anni di gestione politica di cui parla Bucci e per i continui inchini di approvazione che il mondo accademico fa oggi nei confronti di quello politico. Non servono facoltà o dipartimenti ulteriori: non serve alimentare una Università per farne un parcheggio di giovani così da evitare, come dice Bucci, "contraccolpi sociali di difficilissimo controllo". Vengano le insurrezioni, se questa è la situazione, diciamo noi. Affinchè il Molise abbia la sua classe dirigente formata in loco, affinchè ci sia un futuro culturale per la nostra terra, ripuliamo l’Ateneo dalla sporcizia clientelare, così che venga fuori dall’uovo sannita un intellettuale, almeno un giornalista che sappia replicare agli articoli di Onorato Bucci. E Lei, professore, sia serio: non dia più "18" ai molisani che non lo meritano.

[Giovanni Petta, In risposta ad Onorato Bucci, "Extra", 11 ottobre 1997]