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Rossano Turzo Cascate di Carpinone



Elogio dell'acqua... e pure del vino
PER IL BENE COMUNE DI AGOSTO-SETTEMBRE 2020
 
In Molise succede sempre così. Non appena ti impari a fare una cosa, te ne fanno fare un’altra. C’eravamo appena accattati il ciuccio e fecero la Bifernina. C’eravamo appena imparati a zappare la terra e misero la Fiat a Termoli. C’eravamo appena imparati a votare e fecero la Democrazia Cristiana.

Pure mo, durante la stagione estiva, ci hanno fatto la sorpresa. Noi della Cantina Iammacone ci stavamo imparando a bere il vino dentro al calice perché dice che dovevano fare il turismo e puntare sul vino. Avevamo mandato Iammacone da Di Maio Norante a fare un corso di aggiornamento, Ruzzone a fare il tirocinio da Antonio Valerio e Curzicone uno stash da Cianfragna. Cipressi aveva deciso di fare lo sponsor delle nostre passatelle.

Tutto sembrava andare per il meglio. Era persino venuto a trovarci l’assessore Cotugno e ci aveva detto “Bravi, bravi, lavorate e studiate… che mo che arrivano i turisti gli dovete dire retrogusto, tannino, fruttato, sentimento di nocciola, prurito di liquirizia… li dobbiamo impressionare!”

Insomma, ci stavamo imparando pure il vocabolario del vino quando da Carpinone, all’improvviso, è arrivata l’acqua. Non so come è successo ma dentro a un paio di mesi, mentre noi stavamo studiando come far passare il vino attraverso la mascherina chirurgica, è arrivata ‘sta novità.
Cosimino lu Scienziato, che mo sta in pensione ma ha lavorato venti anni dentro al laboratorio di Pozzilli e mo fa gli esperimenti dentro alla cantina intonacata del prete del paese, aveva già scoperto che se la mascherina è imbossa di vino il virus rimane là, dentro alla mascherina, perché o si imbriaca e z’ammocca oppure gli piace stare più là che dentro ai polmoni di qualche vecchio rincoglionito come a me. E stava per pubblicare la scoperta sulla rivista “Montedimezzo” che non c’entra niente con la banda della Magliana ma la fanno a San Pietro Avellana, vicino alla tomba della Forestale.

Insomma, stava andando tutto per il verso giusto quando da Carpinone è arrivata la notizia che l’acqua fa venire più turisti del vino. E non se la bevono neanche… la guardano che da sopra a una morgia cade sotto dentro a un cutino. Come se avessero scoperto la legge di gravità!
Mo… quando può durare questa cosa? Secondo Michele Pallotta, che fa i sondaggi per la nostra Cantina, non più di un paio d’anni. Perché uno vede che l’acqua scende da sopra e sotto ed è contento. E poi? Magari gli danno pure il bicchiere come a Fiuggi e se la beve. E poi? Magari gli fanno mettere i piedi dentro all’acqua come a Messeghè di Castelpetroso. Ma poi? Alla fine sempre acqua è…

Il vino invece cambia. Già quello di Campomarino è diverso da quello di Petacciato. Quello dell’anno scorso è diverso da quello di due anni fa. Quello bianco è diverso da quello rosso. Poi, se te ne bevi un poco di più, diventa democratico perché non esistono più le differenze. Non te ne frega se è di Colloredo o di Monteroduni, se ci sta Toma o ci sta Iorio, se ci sta Frattura o ci sta Di Stasi. Anzi, quasi quasi, non ti ricordi manco chi era Di Stasi.

Forse è il caso che vicino all’acqua di Carpinone cominciamo ad aprire una cantina, magari di legno e non di cemento, così che uno guarda l’acqua ma si beve qualcosa di diverso. Forse è il caso di fare intorno qualche posto che tu ci puoi dormire, con le prete e non con il cemento, così che guardi l’umidità ma sai che ti aspetta la coperta calla. E così uniamo pure le generazioni: i giovani si occupano dell’acqua e noi del vino.



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"Chi pensa male non sbaglia. Chi pensa bene campa" (Rossano Turzo)