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Il mio destino
di Giulia D'Uva

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Omaggio a Carver
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Il giorno seguente sarebbe iniziato il mio viaggio verso la costa orientale. Avrei fatto tappa a San Francisco e preso la coincidenza che partiva a mezzanotte per Boston . Lei cominciava una nuova vita a Eureka.

Tutto sembrava così semplice. Al più presto avrei rivisto mia sorella; già eravamo d’accordo per incontrarci a metà strada.
Eppure quella notte rimasi sveglia a lungo, ero tormentata dal pensiero di dover lasciare gli amici, la città dove ero cresciuta. Per un attimo pensai di non fuggire più, le mie speranze caddero di fronte all’ennesimo urlo di Mary, la mia matrigna.

Da quando mia madre era morta a causa di un incidente stradale, mio padre aveva cominciato a rifugiarsi nell’alcool. Quante volte avrei desiderato tornare a casa e trovare qualcuno con cui poter parlare; invece sempre la solita macchina della polizia e mio padre ubriaco. Poi l’arrivo di Mary non fece che peggiorare le cose. Ultimamente il nostro piccolo rifugio si era trasformato in un inferno ed io e mia sorella, così, programmammo la fuga, un taglio netto con il passato.

Lei si sarebbe subito sposata con James, fedele amico d’infanzia, io sarei andata alla ricerca del mio destino, l’avventura mi affascinava sin da piccola.
Nessuno in città sapeva dei nostri programmi, la mattina seguente lasciammo l’abitazione.

Un grosso foglietto bianco pendeva dal frigorifero: nessun recapito, nessun numero di telefono, solo una semplice parola: «Addio».
Da allora iniziò la mia seconda vita, in realtà non rividi più mia sorella, né un amico o un conoscente. Oggi le mie mani segnate e ruvide sono la testimonianza di tutti i lavori che ho fatto, di tutte le fatiche, di tutte le nottate trascorse a lavare piatti, per riuscire a racimolare i soldi necessari alla pubblicazione del mio libro.

Da giovane ero partita con grandi progetti, con grandi speranze per il futuro. Poi la cruda realtà ha spezzato i miei sogni ma certamente non ha ucciso i miei ideali. Nonostante le delusioni sono felice di aver avuto il coraggio di mollare tutto e tutti solo per ascoltare il mio spirito libero. Oggi, a distanza di tanti anni, rimpiango solo di non essere riuscita a starti vicino nel momento di maggior bisogno, di averti abbandonato nello scontro decisivo. Sì papà, dico proprio a te; forse ora mi stai guardando dall’aldilà o forse sei ancora seduto in quella poltrona con una bottiglia in mano, questo non lo saprò mai perché non tornerò più a casa.

Vado avanti per la mia strada.

 

Testi scritti dai ragazzi della IA del Majorana in occasione dell’evento «Omaggio a Carver» - grafica sculture installazioni di PUNZO & TESTA - organizzato e coordinato da: Provincia di Isernia - Libreria Il Melograno - Maci Museo di Arte Contemporanea di Isernia - L’opera di Raymond Carver è pubblicata in Italia da Minimum Fax - Coordinamento: prof. Giovanni Petta